La Saliera: la saliera doro di Benvenuto Cellini

La Saliera: la saliera doro di Benvenuto Cellini

18.08.2022

 

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Per ordine del re

L'inestimabile salina della Saliera, creata dal grande Benvenuto Cellini nel XVI secolo, apparteneva al re Francesco I. Il suo regno in Francia è considerato il periodo di massimo splendore dell'economia, del commercio e dell'agricoltura. Il monarca amava il lusso e si circondava di talenti: chiamò a corte Leonardo da Vinci, Andrea del Sarto, Raffaello e Cellini.

 

Nella foto: ritratto di Francesco I realizzato da Jean Clouet, 1525, Louvre.

 

Un grande maestro

Benvenuto Cellini è un eccezionale scultore e pittore fiorentino. La sua vita è costellata di incredibili avventure, storie drammatiche e, naturalmente, creatività. Cellini divenne un maestro della fusione e realizzò sculture incredibilmente complesse per i rappresentanti dell'alta nobiltà.

 

Nella foto: Benvenuto Cellini simboleggia il Rinascimento in Italia. Un busto dello scultore è installato sul Ponte Vecchio di Firenze.

 

Lo scultore fu accolto con onori alla corte reale francese, dove lavorò per tre anni (1540-1543) a capolavori di inestimabile valore. Uno di questi è perfettamente conservato e si trova al Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell'Arte) di Vienna: si tratta della famosa saliera realizzata per il monarca francese.

 

La Saliera d'oro

La squisita creazione del maestro è considerata il culmine dell'arte decorativa dell'epoca del Manierismo. Il grande maestro Cellini realizzò la massima concezione e dimostrò l'unità della terra e del mare, nella cui unione nasce il sale.

Il simbolo dei mari e dei corsi d'acqua - l'antico dio romano Nettuno - siede su maestosi cavalli accanto alla nave. Accanto a lui c'è la dea romana della fertilità Cerere su un elefante, mentre alla destra della figura divina c'è un antico edificio. Secondo l'idea del maestro, si apre e vi si può versare il pepe, mentre la nave è progettata per il sale.

La salamandra ai piedi di Cerere divenne l'incarnazione del potere reale di Francesco I. Le figure delle divinità sono bagnate dalle onde del mare, il che sottolinea il legame più profondo tra terra e acqua.

 

Nella foto: La statuetta è realizzata in oro e smalto. L'altezza della figura è di 26,3 centimetri, la larghezza della base della scultura è di 33,5 centimetri.

 

Alla base della saliera, il maestro ha raffigurato quattro bambini, che nel Rinascimento erano chiamati putti (dal latino "putius"). Essi simboleggiano i quattro punti cardinali e le direzioni dei venti.

La saliera è prudentemente collocata su speciali rotelline di legno in modo da poter essere facilmente ruotata o spostata sul tavolo.

 

Il furto del secolo

Dopo che il grande Cellini eseguì l'ordine del re di Francia, la salina fu per qualche tempo di proprietà di Francesco I. Successivamente, passò nelle mani del monarca Carlo IX, che, a sua volta, regalò la famosa creazione dello scultore italiano all'arciduca Ferdinando II d'Austria. La Saliera fu conservata a lungo nel Museo del Castello di Ambras a Innsbruck, per poi essere "trasferita" a Vienna.

È lì, nella capitale austriaca, che il mirabile capolavoro del Cellini non è stato tenuto al sicuro. In strane circostanze, nel 2003, il prezioso reperto è scomparso dal Museo di Storia dell'Arte.

A chi avesse trovato il tesoro era stata promessa una ricompensa di 70 000 euro. Una cifra molto modesta, visto che il costo reale dell'oggetto superava i 50 milioni di euro. La Saliera era provvidenzialmente assicurata; non c'era modo di venderla sul mercato. A quanto pare, il rapinatore non tenne conto di queste circostanze, così mise la saliera d'oro in una scatola di piombo e la seppellì in un bosco vicino alla città austriaca di Zwettl-Niederoesterreich. Lì fu ritrovata tre anni dopo dalla polizia austriaca.

 

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